Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza presente ai lavori per il Manifesto dell’agricoltura 2050
(Milano, 8 maggio 2026) – L’agricoltura come presidio strategico per la sicurezza alimentare, la competitività economica e la stabilità dei territori. È questo il tema centrale emerso nel corso di “L’Agricoltura, il Futuro”, l’iniziativa promossa da Confagricoltura insieme all’Università Bocconi che sta riunendo a Milano rappresentanti delle istituzioni, a partire dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del mondo produttivo, accademico, finanziario e industriale per costruire una visione condivisa del settore primario da qui al 2050.
La presenza di Confagricoltura MILOMB ai lavori del Manifesto dell’agricoltura
Ai lavori, che si concluderanno domani a Palazzo Mezzanotte, partecipa anche Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza con il presidente Francesco Pacchiarini e una delegazione dell’organizzazione. Al centro del confronto, i grandi temi che nei prossimi anni determineranno il futuro del comparto: sicurezza alimentare, innovazione tecnologica, sostenibilità produttiva, competitività delle imprese, autosufficienza europea, infrastrutture, agroenergie e valorizzazione delle aree interne.
Il dibattito della prima giornata, aperta dagli interventi del presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha evidenziato con forza come il settore agricolo non possa più essere considerato esclusivamente un comparto produttivo tradizionale, ma una leva strategica per l’economia nazionale e per gli equilibri geopolitici internazionali. In uno scenario segnato da conflitti, tensioni commerciali, crisi energetiche e cambiamenti climatici, la capacità di garantire produzioni alimentari solide, filiere efficienti e approvvigionamenti sicuri assume infatti un valore sempre più centrale.
Nel confronto emerso a Milano, particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo dell’innovazione e della digitalizzazione, considerate strumenti indispensabili per aumentare la produttività delle imprese agricole e rafforzarne sostenibilità e competitività. Un percorso che richiede investimenti, programmazione di lungo periodo e politiche capaci di accompagnare concretamente la transizione tecnologica del settore.
Pacchiarini: “Competitività, innovazione e capacità produttiva al centro della visione futura”
«L’agricoltura è un tema strategico per il futuro del Paese e dell’Europa – sottolinea il presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza, Francesco Pacchiarini -. Le imprese agricole stanno affrontando trasformazioni profonde e sfide sempre più complesse: dall’aumento dei costi energetici alla volatilità dei mercati, fino alla pressione normativa e agli effetti dei cambiamenti climatici. In questo contesto è fondamentale costruire una visione che metta al centro competitività, innovazione e capacità produttiva».
«Il nostro territorio rappresenta una delle aree agricole più avanzate e dinamiche della Lombardia – prosegue Pacchiarini – con filiere di eccellenza, imprese altamente specializzate e una forte integrazione tra agricoltura, trasformazione e innovazione. Proprio per questo riteniamo essenziale che l’Europa e il Governo continuino a sostenere gli investimenti in tecnologia, agricoltura di precisione e sostenibilità, evitando approcci ideologici che rischiano di indebolire il sistema produttivo invece di rafforzarlo».
Secondo Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza, la capacità di produrre cibo, energia e valore economico è oggi una questione di autonomia e sicurezza nazionale.
«I nostri imprenditori agricoli hanno dimostrato negli anni grande capacità di adattamento, investendo in innovazione, sostenibilità e qualità – conclude Pacchiarini -. Serve però una prospettiva di lungo periodo che consenta alle imprese di programmare, crescere e continuare a essere competitive sui mercati internazionali. L’agricoltura italiana ha tutte le potenzialità per essere protagonista dello sviluppo economico dei prossimi decenni, ma ha bisogno di strumenti adeguati, regole chiare e una strategia europea coerente con la realtà produttiva».

