(Milano, 22 maggio 2026) – Continuità, consolidamento e visione per il futuro dell’agricoltura del territorio. Il Consiglio direttivo di Confagricoltura Milano Lodi e Monza Brianza, riunito giovedì 21 maggio nella sede di viale Enrico Forlanini 23 a Milano, ha confermato per acclamazione Francesco Pacchiarini alla guida dell’organizzazione per il triennio 2026-2027-2028, rinnovando la fiducia al presidente uscente al termine di un mandato caratterizzato dal rafforzamento della struttura associativa, dalla crescita organizzativa e dalla tenuta economico-finanziaria dell’ente.
Nuovo Comitato di Presidenza e assetto organizzativo
Durante la riunione è stata definita anche la composizione del Comitato di Presidenza, organismo chiamato ad accompagnare l’azione della presidenza nel prossimo triennio. Ne fanno parte Elisabetta Magenes, presidente Anga (Associazione Giovani di Confagricoltura) in carica, i vicepresidenti Gianmaria Bellati, Alessandro Bricchi e Antonio Garbelli, e i presidenti delle sezioni economiche Carlo Baietta (cerealicoltura), Danilo Barbaglio (lattiero-caseario), Pierluigi Madonini (suinicolo) e Giuseppe Signorelli (risicoltura). Entra nel Comitato di Presidenza, anche Luigi Penati. Confermato Alessandro Bricchi nel ruolo di Vicepresidente Vicario.
Rinnovate le sezioni di prodotto: il cuore della rappresentanza agricola
Rinnovata parallelamente la struttura delle sezioni di prodotto, elemento centrale dell’attività di rappresentanza e del rapporto diretto con le imprese agricole del territorio. Alla guida della cerealicoltura è stato confermato Carlo Baietta; per il comparto lattiero-caseario Danilo Barbaglio; per il settore suinicolo Pierluigi Madonini; per la risicoltura Giuseppe Signorelli.
Completano il quadro delle sezioni produttive Ernesto Locatelli, presidente della sezione Bieticoltura e coltivazioni sotto contratto; Stefano Rappo per il Florovivaismo; Matteo Biancardi per gli Allevamenti bovini da carne; Ezio Parapini per le Proteoleaginose; Elisa Dominoni per Allevamenti avicunicoli e altri; Chiara Dufour per Agriturismo e aziende faunistico-venatorie; Carlo Lobbia per Ortofrutticoltura e vitivinicoltura e Pierluigi Castiglioni per la Pioppicoltura.
Nel proprio intervento di ringraziamento, Francesco Pacchiarini ha tracciato un bilancio del mandato appena concluso, sottolineando il valore di un percorso costruito attraverso collaborazione, responsabilità condivise e capacità di fare squadra.
“Una persona sola non fa nulla”: il valore del lavoro di squadra
«Una persona sola non fa nulla», ha ribadito il presidente, richiamando il lavoro collettivo portato avanti negli ultimi anni e il contributo di dirigenti, collaboratori e organismi associativi nella costruzione dei risultati raggiunti. «Abbiamo lavorato tanto e abbiamo sempre trovato una soluzione comune, senza mai scontrarci», ha aggiunto.
Pacchiarini ha evidenziato la solidità economica e finanziaria raggiunta dall’associazione, uno dei risultati più significativi costruiti negli ultimi anni, che ha consentito investimenti, rafforzamento patrimoniale, innovazione e crescita organizzativa, garantendo al tempo stesso stabilità e capacità di programmazione.
Tra i passaggi richiamati anche la costituzione della sezione energia e il rafforzamento degli strumenti informatici e tecnologici, oltre che di comunicazione, per il supporto alle aziende.
Particolare attenzione è stata dedicata ai grandi temi territoriali e strategici che interesseranno il comparto nei prossimi anni: dal lavoro sul Parco Sud Milano alle aree idonee, fino al tema dei data center e agli effetti delle scelte di pianificazione urbanistica sul sistema agricolo.
Nel proprio intervento Pacchiarini ha richiamato il valore del dialogo istituzionale costruito nel tempo con enti, amministrazioni e interlocutori del territorio, elemento fondamentale per garantire capacità di rappresentanza e tutela delle imprese agricole.
Verso il nuovo triennio: obiettivi e prospettive future

Guardando al nuovo triennio, Pacchiarini ha indicato una rotta chiara: consolidare quanto costruito e accelerare sui dossier che decideranno il futuro del settore. «In questi anni abbiamo maturato relazioni e conoscenze: dobbiamo esserne orgogliosi, ma è da qui che dobbiamo ripartire, con l’ambizione di fare ancora meglio». La sfida del prossimo mandato sarà mantenere salda l’identità agricola del territorio interprovinciale mentre il comparto attraversa trasformazioni profonde – dalla transizione energetica al carbon farming, dalla pressione urbanistica alla competizione sull’uso del suolo. L’obiettivo dichiarato è consegnare alla prossima generazione di imprenditori agricoli un’organizzazione più solida, moderna e autorevole, in grado di tutelare gli interessi delle aziende e di anticipare il cambiamento anziché subirlo, restando il punto di riferimento per le imprese agricole del territorio interprovinciale.

