La crisi del riso arriva al Parlamento europeo: Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza porta a Bruxelles le istanze del territorio

(Milano, 16 luglio 2026) – A Bruxelles, nel cuore delle istituzioni europee, la voce del riso italiano. Lunedì 13 luglio una delegazione di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza – il presidente Francesco Pacchiarini, il vicepresidente Antonio Garbelli e il responsabile della sezione riso Giuseppe Signorelli, con il funzionario Laura Cerri – è stata ricevuta al Parlamento europeo per un’audizione dedicata al settore risicolo, concordata dal presidente Pacchiarini con l’eurodeputata Mariateresa Vivaldini, che per l’occasione ha riunito una commissione di tecnici nell’ambito del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (Ecr).

Confronto con le istituzioni europee sul futuro della risicoltura

L’invito è stato esteso a Confagricoltura Pavia, una delle province più risicole d’Italia, presente con la presidente Marta Sempio, il vicepresidente Luigi Bianchi e il presidente della sezione riso provinciale e regionale Antonio Strada. Alla delegazione si è unita anche la presidente dell’Ente Nazionale Risi Natalia Bobba.

Accolto a Bruxelles anche da Cristina Tinelli, responsabile delle relazioni istituzionali europee e internazionali di Confagricoltura, il gruppo ha ricevuto in una prima fase, al Copa-Cogeca, un’informativa sugli accordi commerciali, comunitari ed extracomunitari, conclusi o in fase di trattativa.

Con l’audizione si è poi entrati nel merito: una panoramica economica e tecnica del settore, dai dazi allo sfruttamento della manodopera nei Paesi terzi, fino alla correttezza alimentare e alla salubrità del prodotto, segnata da un paradosso evidente: mentre il riso importato entra in Europa senza controlli adeguati, negli ultimi dieci anni ai produttori europei è stato vietato l’impiego di una ventina di molecole utilizzate negli agrofarmaci, senza alternative disponibili e ancora regolarmente impiegate altrove.

Pacchiarini: “Il riso rischia di scomparire dalle campagne europee”

«Ringrazio l’onorevole Vivaldini per questa opportunità: un confronto molto utile, reso possibile dai buoni rapporti costruiti con le istituzioni europee, che ci hanno permesso di portare le istanze del nostro territorio in modo diretto – ha dichiarato il presidente Francesco Pacchiarini –. E il messaggio che abbiamo consegnato è chiaro: il settore risicolo è in profonda crisi, il prezzo non copre più nemmeno i costi di produzione e rischiamo di veder scomparire il riso dalle campagne e dall’economia europea. Difendere la risicoltura significa difendere la sicurezza e la sanità alimentare, oltre che il territorio stesso, un ecosistema unico e preziosissimo in Europa».

Le tre richieste di Confagricoltura all’Unione europea

Tre le richieste concrete illustrate da Giuseppe Signorelli, responsabile della sezione riso, rispondendo alla domanda dell’onorevole Vivaldini su quali provvedimenti l’Europa dovrebbe adottare: «Primo: la revisione dei dazi sulle importazioni, soprattutto dall’Estremo Oriente, fermi da ventidue anni e ormai insufficienti a tutelare i nostri prodotti. Secondo: rivedere le importazioni a dazio zero da Paesi come Cambogia e Myanmar, il cui costo è oggi pagato dalla generosità di un solo settore produttivo, la risicoltura, mentre dovrebbe essere sostenuto da tutta l’Unione europea. Terzo: negli accordi ora in preparazione con i Paesi terzi chiediamo che il riso sia escluso dal dazio zero, perché sommando Cambogia, Myanmar, Vietnam, Mercosur e ora i nuovi accordi in corso con Australia e Thailandia, finiremmo per importare in Europa una quantità di riso spaventosamente grande, capace di mettere in ginocchio il nostro settore».

Nel frattempo, le aziende, costrette a vendere sottocosto e con riso invenduto nei magazzini, fanno i conti con un serio problema di liquidità: l’Europa ha in parte risposto anticipando i pagamenti Pac da fine luglio, mentre è atteso il decreto sul credito d’imposta per carburante e concimi.

Garbelli: “Le aziende non possono pagare il prezzo di accordi sbagliati”

«Se questi accordi commerciali stanno compromettendo la nostra produzione risicola, è evidente che avrebbero dovuto essere negoziati in modo diverso – ha affermato il vicepresidente Antonio Garbelli –. A chi ci rappresenta nelle istituzioni europee chiediamo risposte: le nostre aziende affrontano già gli effetti della siccità e sostengono costi di produzione più elevati e standard sanitari più stringenti rispetto ai competitor extraeuropei. Non possono farsi carico anche di scelte commerciali che le penalizzano».

A completare la missione di Confagricoltura interprovinciale, l’incontro con Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura nazionale, con cui la delegazione ha condiviso le istanze raccolte. Il prossimo appuntamento per il riso italiano è già fissato: il 30 luglio, a Roma, il tavolo di settore con il Ministro dell’Agricoltura.

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