(Milano, 31 luglio 2026) — Settimane di caldo intenso e di scarse precipitazioni stanno prosciugando le riserve idriche, e il conto arriva alle campagne di Milano, Lodi e Monza Brianza. Nel momento più delicato della stagione le colture avrebbero bisogno di essere irrigate, ma i canali sono in sofferenza e in molte zone si procede a turni: chi coltiva mais da granella o punta sui secondi raccolti teme di non portare a maturazione il prodotto, mentre chi alleva rischia di non completare la scorta di fieno e di doverlo acquistare, con costi aggiuntivi a bilancio.
Riserve idriche in forte diminuzione: i dati del Tavolo regionale
Il quadro è confermato dai dati del Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, riunitosi il 29 luglio. Al 26 luglio le riserve idriche della Lombardia risultavano inferiori alla media del -50,8%, un valore che si sta avvicinando a quello del 2022, l’anno della grande siccità, quando il deficit arrivò al -63%. A luglio è caduta circa il 45% di pioggia in meno rispetto alla media (53,5 mm contro 97 mm) e ARPA Lombardia prevede precipitazioni sotto la norma e temperature sopra la media nelle prossime settimane: la disponibilità idrica si sta gradualmente esaurendo in quasi tutti i bacini.
La situazione più delicata riguarda il bacino del Ticino, dove il Lago Maggiore è vicino ai minimi storici: al 28 luglio il livello era di circa -39 cm sullo zero idrometrico, con afflussi al lago scesi a circa un quarto della media di periodo. È il bacino da cui deriva il canale Villoresi, principale arteria irrigua a ovest di Milano, ora in asciutta.
Proprio sul Villoresi la TGR è arrivata a intervistare gli agricoltori di Confagricoltura, per raccontare attraverso un caso concreto una difficoltà comune a tutte le aziende del territorio.
Pacchiarini: “La siccità non è più un’emergenza ma una nuova normalità”
Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza chiede che proseguano le azioni concordate al Tavolo regionale — a partire dai rilasci idroelettrici e dal coordinamento con Piemonte e Svizzera sul Ticino — per tutelare i raccolti ancora in corso.
Il presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza, Francesco Pacchiarini, osserva:
«Non è più un’eccezione: dopo il 2003 e il 2022, gli anni della grande siccità, ci troviamo per la terza volta in poco più di vent’anni davanti alla stessa scena. Il clima è cambiato e i periodi lunghi di caldo con poche piogge sono ormai la regola, non l’imprevisto: dobbiamo smettere di affrontarli come fatti straordinari e cominciare a programmare come se fossero la normalità.
La Lombardia è una regione ricca d’acqua — i grandi laghi, le nevi delle Alpi — eppure in pianura n on abbiamo la capacità di trattenerla e restituirla quando serve: appena mancano neve e pioggia restiamo senza riserve. La strada è nota e in parte già tracciata: nuovi invasi e piccoli laghetti di accumulo, reti irrigue ammodernate per ridurre le perdite, il riuso delle acque reflue depurate. Sono investimenti da decidere e finanziare adesso, non alla prossima estate.
Difendere il sistema dei canali significa difendere ambiente e agricoltura
E va difeso il valore del nostro reticolo storico di canali, a partire dal Villoresi: l’acqua che scorre nei campi non è acqua sprecata, perché ricarica le falde da cui tutti attingiamo e tiene in vita il paesaggio e la biodiversità del territorio. Quando i canali vanno in asciutta a farne le spese non sono solo i raccolti, ma anche l’ambiente: penso al riso, che vent’anni fa abbiamo riportato su queste terre e che oggi rischiamo di non riuscire a coltivare fino in fondo».
