Mercosur, Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza: il voto dell’Europarlamento conferma le criticità sollevate dal mondo agricolo

Parlamento europeo: richiesta di parere alla Corte di Giustizia sull’accordo UE–Mercosur

(Lodi, 23 gennaio 2026) – Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza esprime una valutazione positiva sulla decisione assunta nella giornata di mercoledì, 21 gennaio, a Strasburgo dal Parlamento europeo di richiedere alla Corte di Giustizia dell’Unione europea un parere giuridico sull’accordo di libero scambio UE–Mercosur.

Una scelta che apre una necessaria fase di approfondimento e che rafforza le preoccupazioni espresse dal mondo agricolo, nel corso degli ultimi mesi, anche con mobilitazioni: una delle più recenti, a Milano, indetta da Coapi, ha visto l’adesione di numerosi soci di Confagricoltura MI LO MB.

Rinvio dell’accordo: uno spazio di riflessione necessario

Il pronunciamento dell’Europarlamento, che comporta una sospensione dell’iter di ratifica in attesa del parere della Corte, conferma quanto l’accordo Mercosur continui a suscitare forti divisioni all’interno delle istituzioni europee. Allo stesso tempo, va nella direzione auspicata da Confagricoltura che, anche a livello nazionale, ha chiesto di valutare gli effetti concreti dell’intesa sulle filiere agricole e sul reddito delle imprese.

Il possibile rinvio dell’entrata in vigore dell’accordo apre ora uno spazio di riflessione che Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza ritiene indispensabile per correggere un’impostazione che, allo stato attuale, penalizza l’agricoltura europea.

Reciprocità: la criticità centrale per le imprese agricole europee

Alla base delle criticità resta il tema della reciprocità. Le imprese agricole euopee sono chiamate a rispettare standard ambientali, sanitari e sociali sempre più stringenti, sostenendo costi elevati e assumendosi responsabilità che non trovano riscontro nei requisiti imposti ai Paesi terzi. In questo contesto, l’apertura dei mercati, senza un reale allineamento delle regole, rischia di tradursi in una concorrenza sbilanciata, con effetti diretti sui redditi agricoli e sulla tenuta delle filiere.

Confagricoltura MI LO MB ribadisce che le politiche commerciali non possono essere disgiunte dalle politiche agricole. La Politica agricola comune non può diventare uno strumento di compensazione degli squilibri generati dagli accordi internazionali, né subire ridimensionamenti per far fronte agli effetti di intese che non tutelano adeguatamente chi produce.

Leggi anche

Mercosur, Confagricoltura: L’Europarlamento ha accolto le nostre perplessità

Senza redditività e senza certezze, viene meno la possibilità stessa di investire in sostenibilità, innovazione e sicurezza alimentare.

Difendere il settore primario e la sua competitività significa salvaguardare un patrimonio produttivo che ha contribuito a costruire l’identità europea e che oggi ne sostiene la stabilità.

La posizione di Confagricoltura MILOMB e le parole del Presidente Pacchiarini

«Il pronunciamento del Parlamento europeo dimostra che le preoccupazioni espresse dagli agricoltori non erano strumentali, ma fondate su elementi concreti – dichiara Francesco Pacchiarini, presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza – Non siamo contrari agli scambi internazionali per principio, ma chiediamo regole chiare e uguali per tutti. Non è accettabile che alle imprese agricole europee si chieda di produrre con standard sempre più elevati, mentre si apre il mercato a prodotti che non rispondono agli stessi criteri. Il rinvio dell’accordo Mercosur deve diventare l’occasione per rimettere al centro il reddito agricolo, la reciprocità e la tutela delle filiere, perché senza queste condizioni non può esserci né sviluppo né sicurezza alimentare».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto