Le sfide affrontate nel 2025
(Lodi, 31 dicembre 2025) – La chiusura dell’anno rappresenta sempre un momento utile per fermarsi e riflettere sul percorso compiuto e sul contesto in cui le imprese agricole hanno operato.
Il 2025, sotto il profilo agronomico, è stato complessivamente migliore rispetto al 2024, pur risentendo ancora degli effetti della stagione precedente. I cereali hanno registrato margini sempre più stretti, penalizzati dalla volatilità dei mercati globali, mentre il riso, dopo un momento di apparente ripresa, ha subito l’impatto del prodotto estero a basso costo, spesso non adeguatamente controllato, a scapito delle produzioni nazionali. Anche il lattiero-caseario ha attraversato alti e bassi: dopo una partenza positiva, le condizioni sono peggiorate nella parte finale dell’anno, richiedendo interventi istituzionali, come il recente tavolo ministeriale al quale Confagricoltura ha contribuito attivamente, per arrivare a un accordo che rappresenta un passaggio importante, pur con aspetti applicativi che richiedono ulteriori valutazioni, in particolare sul tema del doppio prezzo del latte.
La suinicoltura ha dovuto fare i conti con la peste suina africana: le misure straordinarie del 2024, tra fermi stalla e abbattimenti, hanno segnato un periodo difficile per gli allevamenti. Gli ultimi aggiornamenti, tuttavia, indicano un progressivo contenimento della malattia: si comincia a intravedere una luce in fondo al tunnel.
Le energie rinnovabili in agricoltura stanno attraversando una fase di significativa evoluzione, con le conversioni dal biogas al biometano, mentre il fotovoltaico continua a svilupparsi, nel rispetto delle normative territoriali. In questo contesto, tuttavia, permane una forte preoccupazione per il “Decreto Bollette”, che prevede una progressiva riduzione dei Prezzi Minimi Garantiti, con rischi per gli incentivi, che stiamo attentamente monitorando.
La burocrazia continua a rappresentare un aggravio significativo per il mondo agricolo: procedure complesse, tempi lunghi, controlli sovrapposti e obblighi ridondanti incidono direttamente sui costi e sull’organizzazione del lavoro. Spesso diventa un ostacolo concreto alla competitività delle imprese, più che uno strumento di accompagnamento o garanzia, penalizzando le aziende.
Massima attenzione alla Legge finanziaria. Il documento, appena approvato, è allo studio, ma dai primi elementi disponibili è già evidente che i sostegni previsti non basteranno per tutti i settori. Alcuni comparti storicamente strategici per l’agricoltura rischiano di ricevere risorse insufficienti, con il pericolo di accentuare squilibri già esistenti e di limitare la capacità delle imprese di affrontare investimenti, innovazione e sfide economiche.
Il ruolo di Confagricoltura come sindacato
Nello scenario complesso che ho descritto, Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza ha continuato a svolgere il proprio ruolo di rappresentanza e tutela delle imprese, mantenendo un confronto costante con le istituzioni a tutti i livelli e non rinunciando a prese di posizione necessarie, come nel caso della partecipazione di una delegazione del nostro territorio alla recente manifestazione di Bruxelles, dove migliaia di agricoltori da tutta Europa si sono mobilitati per difendere il futuro dell’agricoltura.

A Bruxelles è emersa con forza la preoccupazione per i possibili tagli alla Politica Agricola Comune nel periodo post 2027 e per gli effetti di accordi commerciali internazionali, come quello con il Mercosur, che rischiano di introdurre forme di concorrenza sleale a danno delle imprese europee, chiamate a rispettare standard ambientali, sociali e sanitari molto più stringenti. La mobilitazione si è tradotta in un momento di forte unità del mondo agricolo europeo e in una richiesta di politiche più coerenti, capaci di riconoscere il ruolo strategico dell’agricoltura nella sicurezza alimentare, nella tutela del territorio e nello sviluppo economico.
È indispensabile che le politiche agricole europee e nazionali tornino a mettere al centro la sostenibilità economica delle imprese, perché senza redditività non possono esistere né transizione ecologica né sicurezza alimentare.
Prospettive per il 2026
Con lo sguardo rivolto al 2026, ribadiamo il nostro impegno a essere un vero sindacato degli agricoltori, capace di esprimere proposte concrete e difendere gli interessi delle imprese. Il nostro ruolo non si limita alla rappresentanza, ma punta a offrire supporto, confronto e strumenti concreti per affrontare le sfide future.

