(Roma, 10 dicembre 2025) – Un’Europa più forte, in grado di difendere la sicurezza alimentare, sostenere la competitività delle imprese agricole e riaffermare il valore economico e sociale del settore primario. È il messaggio che emerge con chiarezza dall’Assemblea nazionale invernale di Confagricoltura 2025, in corso al Teatro Argentina di Roma, alla quale ha preso parte anche Francesco Pacchiarini, presidente di Confagricoltura Milano Lodi Monza e Brianza.
Pacchiarini era presente ai lavori insieme al direttore Luciano Nieto, ai vicepresidenti dell’organizzazione territoriale e a una nutrita delegazione di consiglieri, a testimonianza dell’attenzione e del coinvolgimento del sistema agricolo lombardo nelle grandi scelte che attendono l’agricoltura italiana ed europea.
L’assemblea, dal titolo “Agricoltura, Economia, Democrazia. Una nuova idea di Europa”, ha posto al centro del dibattito il ruolo strategico dell’agricoltura in una fase segnata da profonde trasformazioni geopolitiche, climatiche ed economiche. Temi affrontati anche alla presenza di rappresentanti del Governo, dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.


Nel corso dei lavori è stata ribadita la centralità della Politica agricola comune come fondamento dell’Unione europea e strumento essenziale per garantire sicurezza alimentare ai cittadini, stabilità ai mercati e coesione sociale. È emersa con decisione la contrarietà a qualsiasi ipotesi di indebolimento o rinazionalizzazione delle politiche agricole, che rischierebbe di aumentare la dipendenza dall’estero e di penalizzare le produzioni di qualità.
Ampio lo spazio riservato, nel corso del dibattito, al tema della fragilità dell’Europa nello scenario globale. Dalla sicurezza alimentare alla difesa dei confini, fino alla sicurezza energetica, è stata ribadita la necessità di una visione più solida e lungimirante, capace di riconoscere l’agricoltura come leva geopolitica strategica. In un contesto internazionale segnato da forti investimenti nel settore primario da parte delle grandi potenze, l’Europa è chiamata a invertire la rotta, rafforzando il sostegno agli agricoltori e semplificando il quadro normativo.
Nel confronto assembleare, hanno tenuto banco le priorità legate all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo tecnologico, a partire dall’agricoltura 4.0 e dalle energie rinnovabili, leve indispensabili per affrontare crisi sanitarie, cambiamenti climatici, tensioni sui mercati internazionali e impatti delle dinamiche geopolitiche sugli equilibri economici del settore.


Non è mancato un forte richiamo al valore del Made in Italy agroalimentare e al recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, con la sottolineatura del legame profondo tra qualità delle produzioni, lavoro degli agricoltori e identità del Paese.
«Da questa assemblea – sottolinea Pacchiarini – emerge con forza un messaggio che riguarda tutti: senza un’agricoltura solida non possono esserci sicurezza, stabilità economica né una democrazia forte. L’Europa deve tornare a considerare il settore primario una priorità strategica, investendo su chi ogni giorno garantisce cibo, presidio ambientale e sostenibilità. Dai nostri territori, arriva un contributo concreto in termini di competenze, innovazione e responsabilità: siamo in prima linea nella promozione di un’agricoltura moderna, competitiva e pienamente europea».

